Cargar scargar dalla montagna

Estratto testi di Massimo De Marchi (Università degli Studi di Padova) e Monica Ruffato (Università degli Studi di Trento), tratti dal libro “Cargar Scargar dalla montagna. I pascoli migranti” del Collettivo Fotosocial.

Le foto di questo libro contribuiscono a rendere visibile
una quotidianità certo sconosciuta ma più spesso confinata nel sentito dire. Richiama un’esplorazione geografica, una spedizione nelle periferie della globalizzazione, perché se è vero che le terre sono state cartografate tutte, la cartografia dei territori, quella che scopre come la gente vive sulla terra, non è finita: c’è sempre spazio per scoperte geografiche anche vicine a noi, quando si guarda a come cambia una strada, un bar, un quartiere, un campo, un bosco.
A ben guardare, tutti i popoli furono nomadi fino al Neolitico, quando iniziò un diffuso e contrastante processo di sedentarizzazione [...] [..]nella realtà odierna queste comunità si sono da decenni sedentarizzate nel Paese,
che però le considera ancora dei perenni viaggiatori […] .

Pascoli

© Luca Toffolon, collettivo fotosocial

[…] Il lavoro paziente ed accurato di un fotografo, Luca Toffolon, che sceglie di seguire e “stare” con dei pastori per poter raccontare visivamente la loro vita lavorativa costruendo
un rapporto diretto con i soggetti, dandosi la possibilità
di approfondire la vita quotidiana di quattro persone, seguendole come un ombra. Lo shadowing: un’osservazione partecipante che vede l’intrusione da parte del ricercatore in un ambiente estraneo. Ne risulta un progetto non “estrattivo”, condiviso con i soggetti protagonisti: nessuna foto viene rubata nella fretta di terminare un reportage, ma ponderata e valutata insieme ai soggetti.
È questo lo spirito del Collettivo Fotosocial, che imposta ricerche di lungo periodo per approfondire situazioni conosciute superficialmente e facilmente stereotipabili, facendo proprio un altro ruolo che la cittadinanza può svolgere nella crescita e costruzione della conoscenza: quello di andare al di là del sentito dire per esplorare, scoprire, analizzare, approfondire realtà poco conosciute
e tenute in disparte […].

[…] Il mondo attuale è estremamente nomadico, e le vite vengono spese proprio in certi nodi e in certi corridoi che connettono luoghi rilevanti, ma è così differente dalla vita di un pastore? Ci muoviamo tra distributori di carburanti, stazioni dei bus e dei treni, aeroporti, bancomat; andiamo in vacanza in luoghi di mare o montagna o in paesi stranieri, consumiamo luoghi diversi per produrre la nostra vita, ogni giorno, ogni settimana, ogni anno... non c'entra proprio con il nomadismo?

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Paesi coinvolti:
Italia
Anno:
2015
Periodo di ricerca e scatto:
50 settimane

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