Refugees: Stranded in Italy

Un quadrato di carta per convincersi di esistere. Uno sbuffo d'inchiostro per strappare il diritto a vivere. Il diritto di salvarsi dai morsi della fame e della miseria. Il diritto di guardarti dritto negli occhi e dire: mi vedi? Io sono qui.

Sono sogni fragili quelli cui aspirano Mohammed, Numan e Valentino. Sogni che quasi sempre svaniscono all'alba. Sono alcuni degli oltre 200mila profughi giunti in Italia a seguito della drammatica emergenza libica. Uomini, e donne, sfuggiti alle violenze del dopo Gheddafi, braccati e torturati perché ritenuti al soldo dell'ex dittatore. Famiglie intere, alcune falcidiate da malattie o inghiottite dal mare, durante i lunghi giorni di viaggio verso il nostro Paese.

Refugees

© Luca Toffolon, collettivo fotosocial

Diritto all'asilo politico e alla protezione internazionale dei Trattati. I loro sguardi non concedono tregua, ti cercano per inchiodarti alle tue responsabilità di essere umano, di fratello cresciuto nel benessere. Altri sguardi sono invece perdutamente vuoti, rivolti al muro scrostato del centro di accoglienza o chini sul materasso del misero letto che ne allevia le fatiche. Treviso, uno dei centri di permanenza temporanea adibiti all'accoglienza. Un universo intero in pochi metri quadrati, uomini e donne di nazionalità diverse ma affratellati dal comune destino. Sono vite bloccate, in bilico tra luce e ombra.

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Paesi coinvolti:
Italia
Anno:
2013
Periodo di ricerca e scatto:
24 mesi

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